Music from Myths
MUSIC FROM MYTHS
Music from Myths

Music from Myths

Quando la musica elettronica si fonde con le sonorità classiche nasce Music from Myths, un’esperienza culturale ideata da Salvo Ferrara che vede l’alternarsi di momenti evocativi a episodi ritmicamente incalzanti, con timbriche crossover grazie all’interazione fra apparecchiature elettroniche e strumenti acustici.

Music from Myths trae ispirazione dalle Metope di Selinunte, decorazioni in pietra e marmo scolpite a rilievo, testimonianze dell’arte greca nel Mediterraneo che colpirono già il musicista polacco Karol Szymanowsky che ad esse, nel 1915, dedicò una composizione per pianoforte.

L’opera musicale, ha debuttato al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo con “Selinunte: Music from Myths”, per poi essere celebrata in ben tre tappe siciliane: Teatro Pietra Rosa di Pollina, Tempio Greco di Segesta e GAM di Palermo

Il risultato è una musica che nasce per essere immaginata, per accompagnarsi a delle immagini e per evocarle. Crea suspense, blocca il fiato conquista il silenzio dei pensieri e invita alla riflessione.

I CONCERTI

3 agosto 2019 – Teatro Pietra Rosa di Pollina (Pollina Estate 2019)
24 agosto 2019 – Tempio Greco di Segesta (Dionisiache 2019)
27 agosto 2019 – Gam di Palermo (Festival Palermo Classica 2019)

Il compositore e produttore Salvo Ferrara ha suonato al pianoforte, sintetizzatori e drum machines, accompagnato dal Modern Times Ensemble, quartetto d’archi di solisti composto da Fabio Ferrara, 1° violino, Pippo Di Chiara 2° violino, synth, Gaspare D’Amato, viola, Mauro Greco, violoncello e da Agostino Cirrito al sax ed ewi. A curare l’armonia tra le sonorità prodotte dall’uso di devices elettronici, tastiere, synth guitars, sequencers e l’esecuzione degli strumenti classici Cristiano Nasta.

Il racconto dei brani dei tre concerti di

Music from Myths

Gli  otto brani che compongono Music from Myths sono proposti senza soluzione di continuità, saranno intervallati da un leit motiv, Ghost, dalle tinte tipicamente modern classic. In Hera e Selinus, i nuclei di limpida sobrietà vengono progressivamente dilatati e ricodificati per essere condotti in un ambiente sonoro decisamente contemporaneo; Kore è l’intreccio incalzante di un pattern esposto ora dallo strumento elettronico, ora dal quartetto d’archi in un crescendo che conduce ad un finale inatteso; Leftovers è un brano minimal, dall’atmosfera ipnotica sostenuta delicatamente da cellule ritmiche ambient. Dove emerge uno strumento nuovo ed elettronico è Restart, un episodio lirico, la cui melodia viene esaltata dalla timbrica suggestiva dell’ewi, Electronic Wind Instrument, strumento musicale elettrofono, con un sistema che registra la pressione dell’aria ed un sintetizzatore, configurabile come un sassofono, oboe o flauto traverso, ma anche come in un flauto dolce. Solid Roots cattura con i suoi richiami etnici ed il tempo composto, sulla base di una armonia ardita ma allo stesso tempo spiccatamente arcaica; Calypso condensa in tre differenti momenti la complessità compositiva e esecutiva attraverso una intro, una parte centrale elegiaca ed un finale travolgente che conclude l’ascolto.

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CHI è SALVO FERRARA

Salvo Ferrara, soundtrack composer e music producer palermitano, è da anni impegnato in collaborazioni con registi, documentaristi di fama internazionale ed istituzioni culturali di prestigio grazie alle quali ha raccolto consensi e riconoscimenti come la Menzione d’onore allo Chelles Multiphot di Parigi, premio migliore soundtrack al Festival Paf Tachov, nella Repubblica Ceca. Nel 2018 è stato pubblicato il suo primo lavoro discografico, WSK The Soundtrack, tratto dalla colonna sonora dell’omonima serie, distribuito in tutto il mondo. Il suo genere è il post modern, affermatosi da qualche anno nel nord Europa, i cui nomi di spicco Olafur Arnalds e Nils Frahm hanno determinato un profondo mutamento culturale rendendo “pop” ciò che pochi anni prima era considerato nicchia. È vicino anche alle sonorità di gruppi noti come i Massive Attack. Il suo ruolo è quello di un direttore d’orchestra dinanzi alla tastiera del suo computer, con matita e pentagramma, affiancati al suono digitale dai tempi scanditi da un clic. Una tavolozza timbrica nella quale si può ritrovare il limpido suono degli archi affiancato a sonorità grunge, industrial, trip-hop.