mai Story
La passione per la musica nasce con me: ricordo che, bambino, ascoltavo ogni giorno una vecchia radio che trasmetteva hit dell’epoca ma anche tanta musica operistica che mio padre adorava. Avevo sviluppato una certa predilezione per le frequenze basse, manipolando il potenziometro della regolazione toni della radio in modo da escludere le alte frequenze… era sicuramente un’anticipazione del mio corso di studi futuro.
Poco più che decenne iniziai a studiare pianoforte e già tre anni dopo mi esibivo (si fa per dire…) in occasione di feste popolari e manifestazioni trash assortite. Conservo un ricordo molto tenero di quel periodo perché ero un “picciriddo” al seguito di strumentisti con molti anni più di me… una specie di mascotte.
A quindici anni la folgorazione: scopro casualmente la musica più trendy del periodo, i Police.
Inizio a documentarmi e ad ascoltare tutto ciò che in Italia era impensabile produrre (ricordiamoci che nel ’73, all’epoca della pubblicazione di “The dark side of the moon” in Italia guidava la hit parade “Fin che la barca va, lasciala andare” cantata da Orietta Berti).
Mozart si sovrappone ai Genesis, Chopin va a spasso con gli Yes… and so on!


